Ismene Stefania de Cola

 

Sabato 18 settembre ore 21.00 – Parco Ecolandia – Anfiteatro (Reggio Calabria)

Ismene

ISMENE 

Da Ritsos 

Adattamento e regia 

Nat Filice 

Con 

Stefania De Cola e Annalisa Gioia 

Musiche originali  

Susan Dibona e Salvatore Sangiovanni 

Scene e luci Eros Leale  

Tecnica audio Matteo Costabile 

Video compositing e video mapping Valerio M. Filice

Produzione Porta Cenere Teatro

A risalire la stretta più arcaica del mito si fa presto a smarrirsi. Perdipiù, la visione diacronica dell’uomo contemporaneo, la sua idea di sviluppo, di scienza, di progresso, di ‘evoluzione’, ci induce a considerare a priori il Mito come sintagma immaginale, articolato in componenti e elementi concatenati esclusivamente dalle leggi della causalità e della propedeuticità. Eppure, una visione antinomica, rispetto al setting generalistico e paternalistico della cultura attualmente dominante, è ancora possibile. Il problema fondamentale, comunque, resta il prosciugamento semantico e i restringimenti interpretativi che fanno terra bruciata attorno ai segni e ai simboli, al fine di ricondurli a significati noti e certi, già acquisiti, non pericolosi. E così, di quadro in quadro, di opera in opera, di teatro in teatro, la questione si allarga, cristallizzandosi in varie forme e costituendo una sorta di grande museo immaginale ed emozionale. Secondo questa via, il Mito ha insegnato e insegna all’uomo a pensare, a distinguere e a concepire idee complesse: come in un gioco di specchi multidimensionali che riproducono, deformandola, la matrice originale che si confonde nel bagliore della trama riflettente. 

E allora perché l’Ismene di Ritsos? Forse per abbeverarsi, una volta di più, alla filosofia e alla ideologia di Ritsos in quanto capaci di insegnare o re-insegnare all’uomo contemporaneo i valori fondamentali della vita? No, grazie! Forse perché una tragedia che non è una tragedia può costituire una sfida stimolante per teatranti “senza nome” ansiosi di sperimentare? No, grazie! Ciò che ci interessa, invece, è l’aspetto più squisitamente teoretico della RISCRITTURA DELLANTICA TRAGEDIA – in altre parole, non il ‘messaggio’, ma la cruciale ri-creazione del tempo. Il Tempo, appunto, è il riferimento principale della nostra lettura, in quanto capace di regolare, sregolare, organizzare e disordinare eventi e dimensioni. L’idea non banale del Tempo, quindi, letto come organismo trans-teatrale e performante, lambisce, urta, permea e scolpisce gli apparati e le architetture previsti in questo allestimento. La scena: col suo corpo frontale, bidimensionale e pubblico, e quello prospettico, tridimensionale e privato, che guida lo sguardo lungo la direzione della spada di Aiace; la musica: con le sue dinamiche apparentemente monodiche, che ridistribuisce nel tempo e nello spazio i cristalli impazziti della rottura del Mito. Così ISMENE di RITSOS si fa ANCORA PIÙ contemporanea, come ingrandimento di quella stessa rottura della linearità del mito che oggi ancora possiamo chiamare tragedia.

NAT Filice è uno studioso nell’ambito degli Italian Studies e un uomo di teatro. Ha conseguito un Dottorato di Ricerca (Ph.D.) in “Lingue e Culture Moderne” presso l’Università britannica di Leeds, un Master in “Regia Lirica” presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, una Laurea in “Lettere” presso l’Università della Calabria e la Qualifica professionale di attore attraverso un corso triennale tenutosi presso il Teatro stabile di innovazione della Calabria.

È stato Cultore della Materia presso il DAMS dell’Università della Calabria, dove ha tenuto diversi corsi di Storia del Teatro e Teorie e Tecniche dell’Attore; è stato Professore di Storia dello Spettacolo presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce, Professore di Regia e Storia dello Spettacolo presso l’Accademia di Belle Arti “Fidia”, Professore di Tecniche di Espressione Corporea presso il Conservatorio di Musica di Cosenza, Professore di Regia dello Spettacolo Musicale presso il Conservatorio di Musica di Potenza. Ha, inoltre, insegnato Studi interdisciplinari e Lingua e Cultura Italiana presso la Florida Atlantic University (USA).

In qualità di attore professionista ha lavorato per numerose compagnie di livello nazionale e per Radio Rai. In qualità di regista ha diretto più di 60 spettacoli tra lirica e prosa (La Serva Padrona, Tosca, Cavalleria Rusticana, Il Campanello, L’Elisir d’Amore, Orfeo ed Euridice, Ernani, Rigoletto, Il Trovatore, Il Barbiere di Siviglia, La Vedova Allegra, Madama Butterfly etc.).

Come studioso, oltre ad aver curato, per Donzelli Editore, il volume dedicato alle opere del drammaturgo Vincenzo Ziccarelli, ha pubblicato su riviste specialistiche di livello internazionale diversi saggi critici dedicati al teatro, al cinema e alla letteratura

Stefania De Cola
Nel 1999 consegue il diploma presso l’“Accademia d’Arte Drammatica della Calabria” diretta da Luciano Lucignani. Nel frattempo, si laurea in lettere Moderne presso l’Università La Sapienza di Roma. La formazione prosegue negli anni con la frequentazione di numerosi stages e laboratori
teatrali, tra i quali, particolare importanza hanno avuto quelli diretti da Eugenio Barba e l’Odin Teatret, Steven Berkoff, Francesco Gigliotti, Cesar Brie e l’Accademia degli Artefatti. L’attività di attrice ha avuto inizio negli anni dell’Accademia e da allora è proseguita con continuità.
Alcuni registi con i quali ha lavorato: Giorgio Albertazzi, Mariano Rigillo, Walter Manfrè, Giancarlo Cauteruccio, Saverio La Ruina, Antonello Antonante, Francesco Marino, Lindo Nudo, Fulvio Cauteruccio, Natale Filice. Negli ultimi anni ha realizzato dei piccoli progetti ideati e diretti. Attualmente, è impegnata nella produzione dello spettacolo Spine diretto da Massimo Barilla e Salvatore Arena e dello spettacolo Ismene diretto da Nat Filice.

Annalisa Gioia
Annalisa Gioia, soprano, laureata in musica e diplomata in canto lirico presso il conservatorio “S. Giacomantonio”, dove ha continuato gli studi conseguendo il diploma accademico di secondo livello in canto solista; si è perfezionata, fra gli altri, con i seguenti maestri: per il canto, Renata Scotto, Robert Kettelson, maestro di repertorio, Mauro Trombetta, direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma; per il movimento scenico, Nataly Mentha del Teatro Potlach, Francesco Gigliotti, Sonia Grandis dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano; ha vinto diversi concorsi
nazionali e internazionali nella categoria canto lirico. Ha partecipato come soprano solista, a numerosi concerti, opere liriche e spettacoli teatrali tra cui: La traviata di G. Verdi (Violetta), L'Elisir d'amore di G. Donizetti (Adina), Le Nozze di Figaro di W.A. Mozart (Susanna), La Serva Padrona di G. B. Pergolesi (Serpina), Cavalleria rusticana di P. Mascagni (Santuzza), Il conte di Lussemburgo di F. Lehàr (Angela), West Side Story di L. Bernstein (Maria), Madama Butterfly di G. Puccini (Kate Pinkerton), prima assoluta di Dones Divinos opera sul tango di Mauricio Annunziata (Lucrecia), Concerto omaggio a Goffredo Petrassi per soprano e orchestra diretta dal maestro Fausto di Cesare, la Messa dell’Incoronazione K 317 di W. A. Mozart diretta dal maestro Maurizio Baldin.
Ha partecipato, come protagonista di una puntata monografica a lei dedicata, al programma di Rai International “Il paese del melodramma” (febbraio 2008). Tra le sue pubblicazioni: come soprano solista, il CD Sphera di A. Veltroni e P. Casalini, per RaiTrade edizioni musicali, la colonna sonora del film The Night-Gaunts sempre come soprano solista, con la regia di Domiziano Cristopharo e Adam Rehmeier e le musiche di Salvatore Sangiovanni e Susan Di Bona È autrice inoltre del volume organologico-etnomusicologico “La Traccola, fenomenologia di un rumore”. E’ stata direttrice artistica della scuola di musica “Ada Campagna. Ha insegnato Storia della Musica presso il liceo musicale e insegna attualmente Canto, presso il Liceo Musicale “Lucrezia della Valle” di Cosenza.