Pasolini

Sabato 3 dicembre ore 20.30 | Parco Ecolandia (Nave di Teseo – Sala Spinelli)

PPP #Pasolini Amore e Lotta

Drammaturgia di Katia Colica
Liberamente ispirato alle opere di Pier Paolo Pasolini
con Americo Melchionda, Maria Milasi, Kristina Mravcova
Spettacolo di teatro e video
regia Emiliano Barbucci, Maria Milasi
musiche originali Antonio Aprile
Produzione Officine Jonike Arti/GTF

Partendo dal testamento letterario di Pier Paolo Pasolini, nell’anno del Centenario della nascita del grande scrittore, poeta, regista e sceneggiatore, vogliamo indagare attraverso il teatro la pienezza dell’umanità e la complessità del pensiero critico di uno degli intellettuali più controversi della storia italiana. Ricercare la sua solitudine, rivivere in arte la sua Disperata Vitalità. Attraverso l’incrocio di modalità performative differenti (teatro in prosa con incursioni video) lo spettacolo di nuova produzione è una narrazione che vuole dare risalto alla contemporaneità di un pensiero Pasoliniano tanto divergente quanto attuale. Dar voce alle sue grida accendendo un riflettore su “Bestia da stile”, in cui l’alter ego Jan Palach racconta la sua visione di resistenza al fascismo, amplifica il gancio emotivo alle “Lettere”, dove le sue esperienze umane diventano poetica e letteratura distillata.

Una peculiare commistione di linguaggi in una simmetria tra scena e video che vuole sottolineare stilisticamente la rispondenza di una delle visioni di Pasolini, visione scenica creativa totalizzante che si biforca: «… per me dunque teatro e cinema sono molto vicini l’uno all’altro. La differenza è che il teatro è una sorta di piano-sequenza, ma presenta parecchi caratteri comuni con il cinema: entrambi rappresentano la realtà con la realtà, il corpo è rappresentato con il corpo, un oggetto con un oggetto… quando scrivo una scena per il teatro, questa scena è anche una scena cinematografica…» Da “Pasolini su Pasolini, conversazioni con Jon Halliday”, Guanda, Parma, 1992 La nostra ricerca performativa vuole essere un caleidoscopio di sensazioni che celebra la lungimiranza di una personalità irripetibile senza mai tralasciare le emozioni narrate. Una sorta di partizione scenica in uno spettacolo che fonde le molteplici anime, ma non le confonde: tra sogni e utopie, le parole arrivano dirette e, allo stesso tempo, ovattate da una musica amica che ti conduce come per mano come ad immergersi in una nenia salvifica.Una simbiotica e suggestiva interpretazione  di due aspetti di Pasolini che, all’apparenza, si mostrano contrastanti: dalle epistole di denuncia che l’intellettuale creava come granitiche autoanalisi, si salta senza paracadute alle urla di Jan Palach, agli interventi lapidari del Coro, ai frammenti dal dialogo delle personificazioni della Rivoluzione e del Capitale,  tratteggiati nel testo teatrale  “Bestia da stile”, fino alle intense parole che, da poeta, Pasolini riservava all’amata madre e all’amica Silvana; senza soluzione emotiva di continuità. Una drammaturgia che parte da queste opere sovrapponendole e intersecandole, per una ricerca registica e attoriale che vuole rendere lo scrittore e l’uomo testimoniando il prezioso lascito di Pasolini che ci costringe a riflettere umanamente sulle contraddizioni della realtà contemporanea.